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venerdì 12 giugno 2015

Che satisfaction sto refashion 2

Ogni tanto mi dedico al refashion e poi ne parlo qua.
Un po' come appunto di un viaggio nel recupero delle cose e del risparmio e un po' per stimolare anche chi passa a leggere e far capire che magari prima di pattumizzare un vecchio capo possiamo provare a dargli una seconda chance.

Questa volta è toccato a un paio di sandali meravigliosamente comodi, ma brutti e tristi come non mai.
Da giovane avevo il culto per le scarpe: ne ho comprate e indossate di tutti i tipi. Dallo stivaletto dark a punta con tacco di ferro (vi lascio immaginare camminare sui masegni a Venezia), alla scarpa con zeppa rigida alla Paperinik, alla stringata con punta super squadrata... insomma da cccciovine non mi sono fatta mancare nulla, con un conseguente attuale GRAN MALE AI PIEDI.
Qualche anno fa la disperazione da male ai piedi mi ha spinto a comprare dei sandali morbidissimi, ma tristissimi in stile suora tettesca in partenza per Lourdes. Cotanta bellezza, nonostante la comodità, me li ha fatti serenamente dimenticare nel fondo della scarpiera, salvo riprovarli ad ogni arrivo dell'estate e rimetterli nella loro scatola al grido di: maròquantosietebruttiiiiiiiiiiiiiii!

L'altro giorno però ho deciso che era ora di metterci su le mani e dargli una botta de vita.


sandali da suora tettesca




A Natale ho ricevuto delle rocche di fettuccia di maglina molto bella; le vendono come materiale di riciclo, ma dubito fortemente che possa essere così perchè ne producono a montagne e tutte uguali, ma tant'è, le ho e le adopero!


primo passo verso la vivacità!


Notare il caos creativo di fondo (la mia area di lavoro è decisamente vissuta, non riuscirò mai a fare le foto in un laboratorio stile ambulatorio pediatrico, come va tanto di moda ultimamente).



già meglio vero?



Ok, ci siamo... però non sono ancora soddisfatta. Li voglio più ye ye! 
Questa volta in mio aiuto vengono quelle meravigliose bottiglie vuote di detersivo che mi ha regalato la vicina di casa e che stazionano in balcone in attesa di essere lavorate. Ce ne sono un paio che hanno proprio i colori che fanno al caso mio!


sempre sobria!

Aggiungo la fettuccia sul tallone del sandalo e creo dei bei lacci da annodare alla caviglia (per mettere in risalto i polpacci che non ho) e voilà: Disegual me fai na pippa pure questa volta!



Alla prossima!


giovedì 13 marzo 2014

Che satisfaction sto refashion

Questa è la storia di un paio di pantaloni, arrivati dritti dritti da Roma, dalla mia adorata Sara, amica del corazón, alla quale dedico questo post.

Come li ho visti mi sono innamorata del modello particolare, con una specie di faldone sul davanti, che andava a creare una linea obliqua fino all'orlo di una delle due gambe. Il tessuto nero, leggermente elasticizzato e di media corposità (perfetto con una calzamaglia pesante in inverno e a gamba nuda in primavera e autunno)... insomma dei bellissimi pantaloni, di buona qualità e dalla linea molto interessante.

Ma?

Ma indossati ho realizzato che con la mia figura stavano malissimo! Sembravo caduta in un sacco o bagonghi al circo. Ho provato a rimediare cercando di stringere il fondo con una finta abbottonatura, ma niente da fare: ogni volta che li indossavo finivo col cambiarmi di corsa al grido: maaaaaaaaaaaaa perchèèèèèèèèèèèèè! 
Sono quindi rimasti un anno nell'armadio (quasi una stagionatura da parmigiano reggiano).

Nei giorni scorsi, riordinando un po', me li sono ritrovati per le mani e ho avuto l'illuminazione: 
refashion!

Non aspettatevi un tutorial (non sono un'amante del genere) ma gli appunti presi lungo il percorso di trasformazione ve li mostro più che volentieri.

Primo step:
cerco di farmi un'idea di cosa voglio ottenere


Schizzo: da pantalone a gonna a palloncino ricamata?

Secondo step:
comincio a scucire


Arma del delitto: forbicine e pazienza

Terzo step:
come proseguo? cosa cucio e come?


Sembra difficile... ma mai abbattersi!

Quarto step:
non ci credo! Sono quasi alla fine del lavoro: mi manca il fondo della gonna...


Due asolette per l'elastico, una cucitura e ci siamo!

e il quinto step:
il ricamo libero, andando dove mi porta il cuore.

Sesto step:
mi metto la gonna e esco!


Felice me ne vo, camminando per la città!

Sono veramente felice del risultato, e anche Sara che ha visto le foto in anteprima: il modello è particolare e comodissimo. Se devo muovermi in bicicletta, regolo l'ampiezza della gonna, allentando l'elastico sul fondo (ho recuperato sia l'elastico tubolare che il blocca elastico a scorrimento da un cappuccio consumato), o facendo salire leggermente la gonna. 

Il massimo della gratificazione l'ho avuto quando la commessa di un negozio d'abbigliamento di buon livello, mi ha fermato per farmi i complimenti per la gonna (grande soddisfazione nel dirle che era una mia creazione, nata dai pantaloni di un'amica). Ho gongolato non poco!

Decisamente contenta dell'esperimento, non vedo l'ora di provare con altri capi!

#chesatisfactionstorefashion
#loveùSaruz
#disegualmefainapippa


Mi trovate su