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giovedì 13 marzo 2014

Che satisfaction sto refashion

Questa è la storia di un paio di pantaloni, arrivati dritti dritti da Roma, dalla mia adorata Sara, amica del corazón, alla quale dedico questo post.

Come li ho visti mi sono innamorata del modello particolare, con una specie di faldone sul davanti, che andava a creare una linea obliqua fino all'orlo di una delle due gambe. Il tessuto nero, leggermente elasticizzato e di media corposità (perfetto con una calzamaglia pesante in inverno e a gamba nuda in primavera e autunno)... insomma dei bellissimi pantaloni, di buona qualità e dalla linea molto interessante.

Ma?

Ma indossati ho realizzato che con la mia figura stavano malissimo! Sembravo caduta in un sacco o bagonghi al circo. Ho provato a rimediare cercando di stringere il fondo con una finta abbottonatura, ma niente da fare: ogni volta che li indossavo finivo col cambiarmi di corsa al grido: maaaaaaaaaaaaa perchèèèèèèèèèèèèè! 
Sono quindi rimasti un anno nell'armadio (quasi una stagionatura da parmigiano reggiano).

Nei giorni scorsi, riordinando un po', me li sono ritrovati per le mani e ho avuto l'illuminazione: 
refashion!

Non aspettatevi un tutorial (non sono un'amante del genere) ma gli appunti presi lungo il percorso di trasformazione ve li mostro più che volentieri.

Primo step:
cerco di farmi un'idea di cosa voglio ottenere


Schizzo: da pantalone a gonna a palloncino ricamata?

Secondo step:
comincio a scucire


Arma del delitto: forbicine e pazienza

Terzo step:
come proseguo? cosa cucio e come?


Sembra difficile... ma mai abbattersi!

Quarto step:
non ci credo! Sono quasi alla fine del lavoro: mi manca il fondo della gonna...


Due asolette per l'elastico, una cucitura e ci siamo!

e il quinto step:
il ricamo libero, andando dove mi porta il cuore.

Sesto step:
mi metto la gonna e esco!


Felice me ne vo, camminando per la città!

Sono veramente felice del risultato, e anche Sara che ha visto le foto in anteprima: il modello è particolare e comodissimo. Se devo muovermi in bicicletta, regolo l'ampiezza della gonna, allentando l'elastico sul fondo (ho recuperato sia l'elastico tubolare che il blocca elastico a scorrimento da un cappuccio consumato), o facendo salire leggermente la gonna. 

Il massimo della gratificazione l'ho avuto quando la commessa di un negozio d'abbigliamento di buon livello, mi ha fermato per farmi i complimenti per la gonna (grande soddisfazione nel dirle che era una mia creazione, nata dai pantaloni di un'amica). Ho gongolato non poco!

Decisamente contenta dell'esperimento, non vedo l'ora di provare con altri capi!

#chesatisfactionstorefashion
#loveùSaruz
#disegualmefainapippa


Mi trovate su




venerdì 21 febbraio 2014

Spignatto muffin time

Non sono decisamente una cuoca provetta: la cucina mi appassiona ben poco, forse la considero più un dovere che un vero piacere (anche se poi quando si tratta di assaggiare non so resistere) ma ci sono due o tre cosette che non mi vengono affatto male.

Tra queste ci sono i muffin, destinati alla colazione e alle merende della tribù (vedi il post di ieri).

Ila muffin alla marmellata e cioccolata


Le merendine industriali sono state abolite senza se e senza ma e il tardo pomeriggio della domenica viene dedicato alla preparazione degli Ilamuffin, alla marmellata o alla cioccolata.


Occorrente per 24 succulenti muffin


Se avete deciso di provare a fare i vostri muffin accendete il forno a 180°, così sarà già caldo quando dovrete infornare.

Cominciate a mescolare acuratamente il latte, l'amido di mais e l'aceto (non abbiate timore ad usarlo: non si sente assolutamente) e lasciate a riposare.

Nel frattempo in un altra scodella mettete la farina, il lievito, la noce moscata (se preferite la cannella), il sale, il bicarbonato, la vanillina e la buccia grattugiata di un limone.
Versateci su il composto di latte e mescolate bene, poi aggiungete lo zucchero, mescolate ancora; ora versate l' olio, sempre mescolando fino a quando si sarà incorporato al resto e infine aggiungete la mezza ricottina. Dopo un' ulteriore girata il composto é pronto.

Rivestite le teglie da muffin con le apposite pirottine di carta e versate una cucchiaiata di composto in ognuna; finito il giro é la volta di un cucchiaino di marmellata (o cioccolata spalmabile) e di un' altra cucchiaiata di composto.

Ora potete infornare; nel mio forno ci vogliono circa una trentina di minuti e gli ultimi 5 li faccio attivando la ventilazione.

Mettete i vostri dolcetti a raffreddare su una gratella e poi chiudeteli in una scatola ermetica: se riuscirete a non farli fuori subito andrete avanti tutta la settimana con colazione e merenda scolastica assicurate.

Un consiglio: le cartelle sono spesso debordanti e i muffin se non sono chiusi in una scatolina, arrivano antipaticamente spiaccicati, con rammarico dei figli.

  #mammachefadasefapertre

Buon we!