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giovedì 12 marzo 2015

Difficile a chi?

A volte, più facilmente in alcuni mercatini, mi sento dire che le creazioni che propongo sono difficili da portare.
La prima reazione è quella di interiorizzare un feroce: difficile a chi?  Invece dopo un lungo respiro preparatorio parto con una descrizione su come consiglio di indossare i miei bijoux.

Da qua l'idea di creare una sorta di rubrica che chiamerò appunto "Difficile a chi?", nella quale, con l'aiuto di Polyvore, cercherò di mostrare dei possibili abbinamenti, da non seguire assolutamente alla lettera (lo stile dobbiamo crearcelo, NON rincorrere quello dettato da altri, tantomeno da me) ma da prendere come spunto.

La prima puntata di "Difficile a chi?" è dedicata al collare Mexico: un gioiello tessile appariscente e full color.


Filo e Colori di Ila - collare Mexico shop

Inutile negarlo: è un bijou piuttosto singolare (ma credo che sia il suo bello) adatto a donne briose e gioiose. 

Il primo stile che mi è venuto in mente è decisamente sportivo


Color your life



Una semplice t shirt nera, dei morbidi pantaloni tipo tuta, scarpe da ginnastica coloratissime e una borsa che riprende lo stile un po' etnico della collana.


Per il secondo look, ho scelto il classico tubino nero, che così si ravviva e diventa frizzante


Colorful details



abbinato sempre a dettagli monocolore ma accesi: elegante ma senza cadere nell' effetto "vecia sciura".

Ora il collare Mexico in una versione casual, con jeans e scarpe da tennis... una maglietta bianca e voilà!


Casual with flashy details



Quest' ultima versione è la mia preferita in assoluto; magari vista l'età opterei per una t shirt un po' più lunghetta per evitare il simpatico effetto "dietro collegiale, davanti ospedale" che a volte mi capita di incrociare per strada (regalandomi momenti di impagabile ilarità).

Questi tre stili  hanno in comune solo la mia collana. Si adattano bene a varie fasce d'età e si prestano a tipologie di donne differenti.

Credo che la scelta di capi base semplici, abbinati a accessori e bijoux che facciano la differenza sia ottima: questo permette di creare con pochi elementi look sempre nuovi e estremamente personali.

Ma ora mi interessa il tuo parere, come indosseresti questa collana? Il tuo stile è etnico, minimal, sportivo o...?

Raccontamelo nei commenti!


martedì 11 giugno 2013

Primo riassunto

Rieccomi dopo "qualche" giorno di assenza.
Sono stata completamente assorbita da un turbinio di cose da fare e pur se con rammarico, ho dovuto tralasciare il blog.
Cercherò di recuperare con questo e i prossimi post.

Inizio parlandovi di Tutto da rifare, l'evento di cui già vi avevo parlato e al quale ho avuto il piacere di partecipare come espositore. 
Bravi gli organizzatori che sono riusciti a coinvolgere il Liceo artistico Guggenheim di Mestre, con un concorso indetto per la creazione del logo dell'evento; penso che studiare dei mezzi di aggregazione e lavorare insieme ai ragazzi sia un elemento estremamente interessante e istruttivo.

L'ambiente era perfetto: grande, luminoso e come detto nel post precedente, grazie alla riqualificazione urbana fatta, decisamente contestualizzato al tipo di evento, o viceversa, a seconda dei punti di vista naturalmente.


Tutto da rifare -  Plip, centrale dell'altra economia, Mestre - maggio 2013

Tutto da rifare -  Plip, centrale dell'altra economia, Mestre - maggio 2013

Tutto da rifare -  Plip, centrale dell'altra economia, Mestre - maggio 2013

Le persone arrivate all'evento, erano motivate e realmente interessate all'argomento riciclo. Il confronto è stato decisamente interessante quindi.


Filo e Colori di Ila a Tutto da rifare -  Plip, centrale dell'altra economia, Mestre - maggio 2013

Filo e Colori di Ila a Tutto da rifare -  Plip, centrale dell'altra economia, Mestre - maggio 2013

I laboratori organizzati sono stati seguiti con partecipazione: la mia amica Daniela domenica è riuscita, durante l'ora e mezza di laboratorio, a fare una pochette in materiale di riciclo, ed è rimasta veramente soddisfatta.
Elia, il mio pargolo numero 2, è riuscito ad assistere al laboratorio Complementi d'Arredo, tenuto da Anna di  Arredo Creativo e ne è uscito entusiasta; ora aspetto che metta in pratica e mi riempia la casa di lampade recycle!

Arredo Creativo a Tutto da rifare -  Plip, centrale dell'altra economia, Mestre - maggio 2013

La speranza è che eventi di questo tipo vengano proposti con maggior frequenza, nella mia città e altrove: divulgare il percorso del riciclo è in messaggio ogni giorno più importante.
Abbiamo materiali pronti infiniti che troppo spesso finiscono in discarica: se imparassimo tutti a vedere le cose con occhi diversi, produrremmo sicuramente meno rifiuti. Ridare vita a uno scarto è entusiasmante e stimolante!
Alcuni visitatori conoscevano le mie lavorazioni precedenti, con paste polimeriche e resine, la domanda legittima e ricorrente è stata sul perchè di questa scelta. Provate un po' a dire? Mi sa che presto vi beccate un post su questa decisione e da cosa è stata inizialmente dettata.

Il mio contributo all'evento, ora in mostra permanente alla Plip, è il collare "Monotoni discorsi interrotti da note di colore"

Filo e Colori di Ila  -  Collare Monotoni discorsi interrotti da note di colore

Filo e Colori di Ila  -  Collare Monotoni discorsi interrotti da note di colore

Filo e Colori di Ila  -  Collare Monotoni discorsi interrotti da note di colore

Anche il manichino è realizzato con materiale di scarto: brandelli di lenzuola in disuso, fissati da gesso a presa rapida e un velo di colla. Mi piace l'effetto irregolare della superficie: si sposa bene con le creazioni, tanto che probabilmente in futuro ne farò anche per le mie esposizioni.

Per oggi vi lascio con un abbraccio avvolgente e sorrisi, di cui tutti abbiamo sempre bisogno!

mercoledì 8 maggio 2013

Riflessioni

Ogni giorno mi confronto con amici creativi e artigiani, molti fanno parte degli Idealisti, e praticamente tutti troviamo la stessa difficoltà: far capire il lavoro che c'è dietro alla più semplice creazione.

Personalmente, anche ad alcuni eventi dedicati all' handmade mi è capitato di sentire commenti del tipo: ah, qua fanno i lavoretti... ARGH! Premetto che considero lavoretti solo certe produzioni che arrivano dalla scuola materna e che già alle elementari li vedo come laboratori, perchè dai 6 anni, se ben condotti, i bimbi sono assolutamente in grado di creare cose sorprendenti.

Sento la necessità di provare a spiegare, cercando di non annoiarvi, le fasi che portano ad un bijou finito.
Il personaggio principale della mia storia sarà il collare (RE)gizia della serie (RE)tones.

L' idea di partenza era trasformare in chiave moderna e di riciclo, i preziosi monili dei faraoni: perchè anche la "volgare" spazzatura, se lavorata in un certo modo, può diventare preziosa e innovativa.

Filo e Colori di Ila  -  Collare (RE)gizia shop

Amo creare pezzi importanti: più sono scenografici, particolari e impegnativi a livello di realizzazione e più mi diverto. Mi appassiono e mi accendo mentre lavoro...
Per il collare della foto ho fatto molti  schizzi e bozzetti: portare l'idea sulla carta, mi aiuta a capire come dovrò montarla, quali accorgimenti sarà meglio adottare in fase di montaggio.
Dagli schizzi passo al disegno definitivo, quello che guarderò durante la lavorazione, nelle fasi successive.


Filo e Colori di Ila  -  Collare (RE)gizia disegno definitivo

Ora inizia la preparazione delle componenti: come già detto in altri post, c'è una fase di ricerca sui giornali che ho a disposizione. In questo caso tutte le pagine viola, vibranti, con sfumature o texture interessanti sono finite in un raccoglitore.
Per alcune componenti posso usare un punch per tagliare la carta: questo dipende dalla forma che ho deciso per le mie "paillette"; per il collare, volendo ricreare una sorta di piumaggio, ho dovuto disegnare forma per forma, aiutandomi con una sagoma in cartone (ovviamente autoprodotta),  e poi tagliare a forbice le piume, una ad una.

Il processo di applicazione della carta alla plastica, richiede un primo passaggio con la colla e altri due, successivi, con la vernice isolante. Sempre una piuma alla volta.

Di nuovo il lavoro di taglio, questa volta della plastica, sempre a forbice.

Finalmente posso passare alla foratura delle componenti e a un' ulteriore rifilatura e regolazione della loro lunghezza.

Ora con l'aiuto di un'altra sagoma preparo il supporto su cui fissare tutte le piume, che voglio ferme, contrariamente ad altri miei modelli. Quindi inizio a cucire, piuma per piuma.
La composizione non è casuale: mano mano controllo che non ci siano paillette con colori e texture simili troppo vicine tra loro. Desidero creare un insieme armonioso.


Filo e Colori di Ila  -  Collare (RE)tones shop

Finito il lavoro di cucitura, inizio la lavorazione crochet, con cui ho deciso di rifinire questo bijou. Ma non tutte le ciambelle vengono subito con un bel buco... infatti ho crochettato e smontato questa parte un'infinità di volte, mai completamente soddisfatta (e nemmeno ora lo sono, infatti ho studiato accorgimenti differenti con la stessa tecnica per altre collane).

Altra fase di cucitura, per fissare la base alla parte in cotone e ancora un accenno di stiratura con amido, per sostenere il cotone.

Posso iniziare a lavorare il bottone, che voglio di riciclo come il resto.

Filo e Colori di Ila  -  Collare (RE)gizia , dettaglio 


Quindi affetto un tappo da prosecco, facendo attenzione a rendere il taglio del sughero il più possibile regolare; dipingo e applico la carta sulla superficie, che ovviamente sigillo con più passate di vernice isolante.

Filo e Colori di Ila  -  Collare (RE)gizia shop 

Il lavoro si chiude con la lavorazione dell'asola in filo e con lo studio della scatola, che però ho appioppato alle sante mani di mia madre (io e le confezioni non andiamo a braccetto devo dire).

Tutti questi passaggi, hanno portato alla nascita di (RE)gizia. Ma non ho elencato le fasi precedenti: lo studio della colla e delle vernici idonee, che fossero all'acqua e non troppo chimiche, in modo da poter lavare i pennelli con sola vera marsiglia vegetale e senza l'ausilio di solventi, troppo inquinanti dal mio punto di vista... eventuali trattamenti della carta (non tutte le pagine sono uguali, alcune richiedono particolari attenzioni prima di essere applicate al PET, altrimenti non aderiscono).

Vi starete chiedendo il perchè di questo cosmico pippone: ovviamente per presentarvi la (RE)gizia (a cui tengo moltissimo) e per far capire che chi fa handmade (quello vero: non incollaggio di componenti comprate in giro, il mero assemblaggio o la realizzazione di oggetti in serie o tramite kit tutti uguali) compie un atto di ricerca, studia accorgimenti, dedica passione al più piccolo dettaglio, dall'inizio alla fine. Questo implica molte ore di lavoro e di conseguenza un costo differente: molti di noi impiegano più giorni di lavoro per avere un oggetto finito e il collare stesso non è certo nato in un paio d'ore.
Quindi, quando vi trovate davanti a una creazione di vero handmade (o artigianato che dir si voglia), che sia un bijoux, una tazza in ceramica, un mosaico, un abito o qualsiasi altro oggetto, non pensate che sia un lavoretto (un modo orribile di sminuire il lavoro creativo), che il costo sia spropositato, che sia un prodotto come tutti gli altri: in questi manufatti ci sono ore di lavoro e un'infinità di passione (valore aggiunto!).

Spero che queste riflessioni sul fatto a mano, possano aiutarvi a scegliere, sempre di più e sempre con maggiore convinzione, di rivolgervi ai tanti validi creativi presenti nel nostro paese.

I  Handmade (quello vero!)